Parasha Emor

 

 

La Parasha precedente ci da il comando che tutto Israele deve tendere a essere santo. Adesso  l’attenzione è rivolta verso i Cohen, figli di Aaron per i quali sono indicati standards di comportamento e di purità molto elevati.

I Kohen non possono acquisire impurità a causa del contatto con i morti e devono stare alla larga dei cimiteri e di qualsiasi istituzioni di case mortuarie a meno che non si tratti del proprio padre, madre, sorella vergine, fratello, figlio o figlia. Non può un Kohen contaminarsi neanche per la propria moglie, almeno per come io ho capito il verso, che tra l’altro è poco chiaro nel contesto della Torah.

Il Kohen non può sposare una donna a lui proibita come colei che è vissuta con un uomo a lei non permesso, per un comandamento negativo ( zonah) che proibisce di sposare un Kohen Hagadol o un Kohen, cioè una donna divorziata o una vedevo ( chalalah).

Ancora più strette sono le regole per il Kohen Hagadol, cioè di colui che rappresenta l’intera nazione di Israele. Egli potrà sposare solo una donna vergine ma non una donna vedova o divorziata, chalalah o zonah.

Soltanto una vergine del suo popolo potrà sposare.

Un Kohen che presenta difetti fisici non può rappresentare il popolo di fronte al signore e fare le offerte sacrificali, anche se mantiene il privilegio di nutrirsi con cibo consacrato.

Seguono criteri specifici di contaminazione spirituale e di purificazione cosi come l’ordinanza di chi può o non può cibarsi del cibo santificato.

Seguono le ordinanze delle feste comandate: Pesach, l’Omer, Shavuot, Rosh Ha Shanah, Yom Kippur, Succhot, Shemini Atzeret e l’accensione perpetua della Menorah di fronte al Signore.

La lampada accesa di fronte o sopra l’Haron haKodesh nella Sinagoghe rappresenta il ricordo di questa legge.

Segue la condanna a morte per l’omicida e per i bestemmiatori del Nome Santo. Il concetto fondamentale che vi è una sola legge per il nativo e per il proselita è reiterato.

Da quanto sopra deduciamo che più si è in alto nel servizio divino e più aumenta la responsabilità personale e gli obblighi di fronte alla Divinità.

Bisogna comunque ricordare che tutti gli ebrei, uomini o donne, sono sacerdoti del D-o Vivente e che tutti hanno la responsabilità di eseguire i comandamenti divini e che una posizione di responsabilità di tipo sociale, religiosa e politica deve applicare gli stessi standards anche se i Kohanim hanno i privilegi di manterere qualche standard in più.

 

Shabat Shalom dal Rav Isacco Davide Stefano Di Mauro. 

 

Il nostro indirizzo

Sinagoga di Siracusa
Via Italia 88
96100 Siracusa

Tel. 328.1077932

 

Preghiera Comunitaria

Mincha Venerdi e Sabato un'ora prima del tramonto

 

Sabato mattina alle ore 10:00

 

 

 

Novità

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Comunita Ebraica di Siracusa e Sicilia.