PARASHA  ACHAREI –MOT  E PARASHA KEDOSHIM

Il settimo mese, il 10 del mese affliggerete voi stessi  e non farete alcun lavoro, sia il nativo che il proselita.

Perché in questo giorno si provvede al perdono di tutti i peccati da parte di Hashem. E’ un sabato di riposo assoluto e affliggerete voi stessi. E’ un decreto eterno (cukat olam). In questa occasione  chiunque sacrifica un animale e non lo porta  al Santuario è considerato un omicida  e viene tagliato fuori dal suo popolo (pena del karet). Inoltre il consumo del sangue porta alla stessa pena del karet contro il nativo  e il proselita perché l’anima della carne è nel sangue. Chiunque consuma un uccello morto da sé (nevalah o trefah) dovrà immergere se’ stesso e i suoi vestiti e sarà impuro fino alla sera e in questo periodo non potrà entrare nel Santuario. Una altra regola è che se si sacrifica un uccello o altro animale permesso, il sangue deve essere versato e coperto con la terra.

E’ vietato  continuare le pratiche idolatre egiziane e si comanda di eseguire le leggi divine così da vivere con esse. Vengono pure date le leggi  contro le relazioni sessuali proibite.

Nessun bambino deve passare per il Molech ,un idolo allora molto popolare in terra di Chenaan. Le nazioni presenti in questa terra devono essere cacciate via  a causa delle pratiche idolatriche  di estrema immoralità.

Nella parashà kedushim il Signore dice a Mosheh di parlare a tutta l’assemblea dei figli di Ysrael per comunicare loro che il Signore è santo ed esige che i suoi figli siano santi( voi dovete essere santi perché  “Io ,il Signore vostro Dio, sono santo”).

Subito dopo ritorna l’esortazione a d osservare i sabati. Come si vede, la santità è connessa strettamente con l’osservanza del sabato

E’ un fatto noto che ci si avvicina all’ebraismo attraverso l’osservanza del sabato e ci si allontana in seguito alla sua inosservanza.

Decreti altamente etici vengono enunciati per agevolare i poveri, per essere onesti negli affari e viene enunciata la regola massima fondamentale per il miglioramento delle relazioni sociali e individuali e l’ottenimento della pace universale: E AMERAI IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO, parafrasata questa regola  fondamentale della Torah dal grande Hillel con “NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE E’ ODIOSO A TE STESSO”.

Seguono regole di comportamento verso il proprio prossimo, in un periodo crudele quando c’era la pratica della schiavitù che diventava in questo modo una specie di lavoro obbligatorio per un certo periodo di tempo dove il rispetto della persona umana e della sua integrità personale veniva salvaguardata per la prima volta nella storia umana, così come anche l’obbligo per il rispetto verso gli alberi, e di non commettere le perversioni in fatto di giustizia e nel commercio. Viene anche sottolineata l’importanza di non sottoporre i propri figli al Molech e la prescrizione della pena di morte per coloro che persistono in questa pratica idolatra.

Sono messe in evidenza le punizioni al riguardo di relazioni illecite che vengono enumerate. Tutto questo per perseguire  la santità come dovere –diritto di questo popolo che è stato scelto e separato  dagli altri popoli  per essere un popolo santo,un popolo di sacerdoti.

Come si vede dalla lettura di questi passi biblici, è fissato uno standard di perfezione molto elevato.

Queste norme di vita ebraica sono considerati da alcuni dentro e fuori l’ebraismo superate. E’ da dire che la legge divina è eterna ed anche egoisticamente conveniente.

Bisogna comunque distinguere quella che è la storia di un popolo nelle diverse vicissitudini  storiche, da quella che’ la legge divina che non puo’ essere considerata vecchia e superata.

Secondo questo modo di vedere dovremmo considerare superate le leggi della natura imposte dal Creatore come le leggi che governano la fisica, la biologia, l’astronomia etc..

Consideriamo anche per un momento che cosa è il tempo. E’  il tempo superato perché’ esiste da sempre?

La divinità, se considerate il Tetragramma raccoglie in se’ presente, passato e futuro. Essa è fuori del  tempo

La Torah e’ eterna per il semplice fatto che sono eterne tutte le leggi che governano il mondo.

Se la legge  divina diventa vecchia e superata, allora tutte le regole umane diventano vecchie e superate. Tutte le norme religiose  morali diventano superate perché è trascorso del tempo. Quanto tempo dovrà passare cento, duecento, duemila anni? Le leggi insite nella creazione sono presenti e valide da miliardi di anni. Sono superate perché li consideriamo vecchie? Queste leggi dell’universo sono certamente sempre valide come lo sono le leggi divine  morali o pertinenti al sabato, alle feste comandate, alla kasherut etc.etc.

 

Shabat shalom dal Rav Isacco Davide Di Mauro

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