NOTA PER SUCCOT.
Succot significa tabernacoli, capanne come in Lev.23:42” perché in capanne  ho fatto vivere i figli di Ysrael quando li ho portati via dalla terra di Egitto”.
La festa commemora  proprio quel periodo di traversie ed incertezze. Non si commemora solo quel periodo storico, ma si vuole evidenziare il concetto che abitare in succot  significa anche di porre attenzione alla  de impermanenza  e caducità dell’essere umano e  la necessità di avere fiducia nella divina provvidenza .La vita infatti  può cessare in qualsiasi momento.E’ solo Hashem che sigilla l’opportunità di godere di un successivo anno di vita,come espresso  a Rosh Hashana e poi sigillato a Yom Kippur.
Tre volte è scritto nella Torah di partecipare con gioia a questa festività che è quindi chiamata anche “Zman  simhatenu”. E’ quindi questa una festa da  trascorrere in allegria con musica e danze.
Succot è una festa solenne .Non si puo’ fare alcun lavoro il primo giorno (due nella diaspora) e l’ottavo giorno.”Nel primo giorno  prenderai  il frutto del cedro ,un ramo di palma, di mirtillo e di salice e ti rallegrerai davanti ad Ashem  per sette giorni”
La mitzvah fondamentale è quell o di vivere nella Succa.Ai nostri tempi si ha l’obbligo di consumare almeno un pasto  al giorno nella succa, se si è in qualche modo impossibilitati per ragioni diverse .
Vi sono specifiche istruzioni a come costruire una succa per essere kosher
Le prescrizioni fondamentali sono :un minimo di tre pareti con qualsiasi materiale  e il tetto chiamato sekhakah che  non deve essere di tipo permanente e che deve dare piu’ ombra che luce e che deve lasciare  vedere le stelle in una notte stellata.
Kag Sameach dal Rav  Di Mauro

 

 

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